domenica 31 maggio 2009

E tu corri dietro al vento e sembri una farfalla...

Meglio non fare promesse, perché il più delle volte vengono infrante. E così è stato. La costanza che avevo mal riposto in questo esserino chiamato dai più blog, è andata scemando dopo pochi mesi, anche perché la vita reale che tardava ad arrivare ha bussato alla porta e mi ha travolta. Sempre più convinta che per un periodo, scribacchiare fandonie su questo muro di pixel, sia stato un passatempo contorto per occupare la mente, oggi ho con lui un rapporto più sereno. Ci frequentiamo saltuariamente per brevi e intensi scambi di opinione. E questo potrebbe essere proprio un bell’incontro.

Nel pieno dei miei 23 anni posso affermare con orgoglio che ho perlustrato ogni angolo, anche il più recondito, del favoloso mondo stage, meglio conosciuto, come l’androne della terra dove i grandi si divertono a sfruttare i piccoli. Tre mesi buttati su scrivanie anonime, occhi cerchiati per le troppe ore passate di fronte ad uno schermo, notizie appallottolate e scaraventate a terra, sorrisi di circostanza, timore, inquietudine…tutto provato sulla pellaccia.
Ma la vita è bella perché puoi stupirti quando meno te lo aspetti e così è stato il 15 gennaio scorso, quando ho varcato la soglia di SKY TG24. Lo stage è stato un periodo di crescita interiore e professionale, con un sorriso che non riesco a celare guardo lo schermo e mi blocco sulla tastiera, perché nonostante sia una logorroica accreditata, sulle emozioni forti non riesco ad aver voce.
E forse qualcosa di buono l’avrò combinato in tutto questo tempo, se poi alla fine del mio tirocinio mi hanno chiesto di rimanere:)
Ed da stagista che ero sono diventata una precaria con un contratto di 2 mesi a co.co.pro! La vita si è ancora di più incasinata, rincorro con il fiatone i miei ultimi esami, cerco di essere felice ogni giorno, perché il destino con me è stato molto generoso e devo ripagarlo in qualche modo.
I capelli non crescono, le diete saltano, il ciclo mestruale mi dilania, la famiglia mi manca, Roma mi ammalia, la spesa mi stressa, il bucato lo rimando al fine settimana, le amicizie si moltiplicano e la vita è bella!

Giardini di Ninfa, visti da me

domenica 19 aprile 2009

Come se fosse ieri...

Io lo ricordo con dovizia di particolari il giorno in cui sei venuta al mondo. Era una grigia domenica di primavera, fuori fulmini e saette infestavano l’aire. La mamma e il papà mi avevano relegato dai nonni, perché assordante come una banda di paese non riuscivo a contenere la contentezza cheda un momento all’altro, sarebbe nata la sorellina. Tormentavo la povera nonna con mille domande insolute, pregavo la madonnina affinché tutto andasse bene, il nonno mi insegnava la ninna nanna che avrei dovuto cantare, per farti addormentare.
Alle 12,00 del 20 aprile del 1991 squillò il telefono e arrivò la lieta novella: è nata è nata.
E poi ti ho vista: una mela, tonda e rosea, rannicchiata nella coperta fatta a maglia dalla nonna, piccola e fragile. “Alessandra stai attenta” e mentre la mamma abbracciava me, io sorreggevo te, e oggi, ricordandolo tremo ancora dall’emozione. Gli anni che seguirono furono splendidi. Quel musetto imbronciato si trasformò ben presto in una cascata di riccioli biondi che scorrazzavano per casa. “Duracell le pile che non si scaricano mai” fu il nomignolo che ti affibbiò papà all’ennesimo vaso rotto. Numerosi filmini, custoditi gelosamente nell’archivio The Jumpers, testimoniano come due bambine dall’aspetto angelico in realtà ne hanno combinate di tutti i colori. Appena ti sei retta in piedi hai distrutto nell’ordine: la mia adorata casa di Barbie, le costruzione Pleimobil, cavato gli occhi alla mia papera di peluche. Io e te in bicicletta, gareggiando all’ultimo sangue su chi fosse arrivata più vicino al muro di cinta, finendo il più delle volte con le ginocchia sbucciate. Il vezzo di mamma di vestirci uguali, nonostante i sei anni di differenza. Il nostro segreto: metterti a testa in giù finché non diventavi bordò in viso. La cicatrice che porti ancora sul sopracciglio sinistro, segno indelebile della sorella maggiore. “Questi è Iaia” apostrofavi in tal modo, con tre denti in bocca, la sorellina che ti gironzolava sempre attorno.
La prima volta che hai ballato sulle punte, quando mi hai raccontato del tuo primo bacio, la sorpresa di trovarti ad Oxford dietro ad una cabina del telefono.
E tanto altro…
Sono orgogliosa di te, della bella persona che sei diventata, della pazzia, quella sana, che non ti ha mai abbandonato e che ti rende speciale come nessuno mai. E domani sarà un giorno speciale. E in questo periodo, che per Ragioni di Stato siamo lontane, ho capito ancora di più come non potrei vivere senza di te.

Con affetto
Iaia

domenica 15 marzo 2009

A volte, come le mosche tze tze, ritornano

Vago ricordo dell’ultima volta che il mio sguardo si è posato su questo blog. Era gennaio, albeggiava una domenica gelida rischiarata solo dalle note di Battisti. Nel mezzo sono successe un milione di cose, che non mi dilungo a raccontare. L’importante è che mi è tornata la voglia di picchiettare la tastiera, di scrivere fandonie auto celebrative, di perdere tempo, quel poco libero che mi è rimasto.
Cosa accade se la tua vita, all’improvviso, cambia a tal punto dal non riconoscerla più? La guardi da fuori e stenti a riconoscere quell’esserino che gironzola fra le tue cose, che si presenta a tuo nome, che si arrovella su come giungere al termine della giornata senza morti né feriti. Io sono in questa fase, quel milione di cose che non avevo voglia di raccontare sono uscite dal cilindro con la forza di un uragano, hanno travolto quella che consideravo una vita piacevole, trasformandola in una baraonda senza capo né coda. E il bello è che fingo di interpretare la parte della donzella spaesata che si aggira per la via con fare incerto, quando in realtà adoro i cambiamenti, soprattutto quest’ultimo cambio di rotta, sperando per il momento di non trovare mai porto sicuro nel quale attraccare, vento in pompa del quale gioire. Le difficoltà temprano (come sono Calamity Jane) e una volta superate ti guardi allo specchio, strizzi l’occhio e ti piaci pure…dura pochi secondi, il vetro si spanna e tu rivedi la solita tonta che inciampa ogni tre passi e tira su gli occhiali, sempre sulla punta del naso.
Come ritorno nella blogosfera non c’è male.
Alla prossima, sperando che non trascorrano altri due mesi!













15 Marzo 2009
ore 17,15 Jumper's Garden
di Alessandra Zompatori

domenica 11 gennaio 2009

Domenica Pomeriggio, una splendida giornata


Perchè? Perchè....mi andava così...

In un grande magazzino una volta al mese,

spingere un carrello pieno sotto braccio a te

e parlar di surgelati, rincarati,

far la coda mentre sento che ti appoggi a me.

Prepararsi alla partenza con gli sci e scarponi,

essersi svegliati presto prima delle sei e

fermarsi in trattoria, per un panino e restar due giorni a letto

non andar piu' via...

Perchè no, perchè no, perchè no perchè no,

scusi lei mi ama o no?

Non lo so però ci sto.

Comperar la terra i semi e qualche grande vaso

coltivare un orto sul balcone insieme a te

chi rubo' la mia insalata? Chi l'ha mangiata?

e rincorrerti sapendo quel che vuoi da me.

Chieder gli opuscoli turistici della mia città e

con te passare il giorno a visitar musei

monumenti e chiese, parlando inglese e

tornare a casa a piedi dandoti del lei...

Perchè no, perchè no, perchè no perchè no,

scusi lei mi ama o no?

Non lo so però ci sto...


Riferimenti bibliografici:

Lucio Battisti (a cura di), Perchè no, Album Una donna per amico (1978) Italia

Riferimenti fotografici:

Henri Cartier-Bresson, (a cura di ), Dieppe, 1926

giovedì 8 gennaio 2009

Il Galateo del Buon Blogger

Poche ma buone regole di comportamento per il visitatore desideroso di confrontarsi con le idee altrui quando è ospite di altri siti.
  1. Stay on topic.

  2. Contribute new information to the discussion.

  3. Don’t comment for the sake of commenting.

  4. Know when to comment and when to e-mail.

  5. Remember that nobody likes a know-it-all.

  6. Make the tone of your message clear.

  7. Own your comment.

  8. Be succinct.

  9. Cite your sources with links or inline quoting.

  10. Be courteous.

  11. Don’t post when you’re angry, upset, drunk or emotional.

  12. Do not feed or tease the trolls.



Per approfondire i vari punti vai su Lifehacker

mercoledì 7 gennaio 2009

La Mafia è sbarcata su Facebook

Donne che allattano al seno? Fuori. Toto Riina? Chiediamo la sua beatificazione. Bernardo Provenzano: Santo subito. Esempi paradossali che sembrano trovare un senso su Facebook, il social network più in voga del momento. Migliaia di donne nel mondo stanno protestando da settimane contro Facebook, che ha rimosso dai profili alcune immagini di bambini mentre vengono allattati dalle loro mamme. L’accusa? Sono indecenti. Barry Schnitt portavoce del social network ha dichiarato che “Le foto che mostrano completamente il seno violano le nostre regole e devono essere tolte”. Mentre in California si organizzano manifestazioni di fronte alla sede del social network e migliaia di utenti infuocano il dibatto in rete, in Italia su situazioni ben più gravi nessuno sembra alzare la testa. La terra degli struzzi dimostra omertà di fronte al prolificare su Facebook di pagine, gruppi e fan dedicati ai più cruenti capomafia: Toto Riina e Bernardo Provenzano. Si tratta per la maggior parte di utenti giovanissimi, che mandano gli auguri di natale agli uomini condannati a più ergastoli e prospettano per loro beatificazione o santificazione. Forte indignazione nelle parole della sorella del giudice Falcone, che chiede alle autorità preposte controlli affinché ciò non accada. E c’è chi come Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo, ipotizza che dietro i messaggi di giovani esaltati, ci sia una campagna di disinformazione per delegittimare l’operato dei tanti magistrati che da decenni si occupano di mafia. Borsellino, ingegnere e grande esperto della Rete, è preoccupato che dietro questa operazione ci sia la mano dei padrini, che da anni tentano di ottenere la revisione dei processi. Dietro le foto e le identità degli utenti che sostengo con tanta veemenza le “gesta” di questi brutali assassini, potrebbero esserci “agenzie di disinformazione” create ad hoc. Perché solo così si spiegherebbe –secondo Salvatore Borsellino- come fanno così tanti giovani a sapere così tante cose sulle inchieste che hanno riguardato Riina e soprattutto i suoi complici già in galera. Il ministro delle Politiche giovanili del Pd, Pina Picierno, ha sollecitato il ministro degli interni di “attivarsi immediatamente” per “bloccare le infiltrazioni mafiose su facebook, e ciò, anche al fine anche di scongiurare che l’azione sconsiderata di alcuni possa danneggiarne l’importante funzione socializzatrice”. Facebook Italia sarà costretto ad espellere gli utenti che inneggiano alle organizzazioni mafiose e ai loro esponenti. Il nudo vince sempre nella corsa allo scandalo, anche se il suo contendente è un capomafia colpevole di aver ucciso decine di innocenti.
Uno sguardo al passato per non dimenticare




martedì 6 gennaio 2009

La Befana vien di Notte...

Vestita di stracci, con le scarpe rotte, un cappellaccio in testa rubato al Mago Otelma e
con lo scialle addosso che fa tanto piccola fiammiferaia,
la Befana ha così spazzato via con la sua scopa gli ultimi giorni di festa.

È con l’Epifania, infatti, che si chiude il lungo ciclo delle vacanze di Natale, che ha costretto molti di noi a stasi forzata intorno ad un tavolo, ingozzandosi a volontà di prelibatezze e subendo quello sciame indistinto di chiacchiere, tipico delle riunioni famigliari, che di certo rende l'aria più frizzante.
Quante di noi, giovani e prestanti donzelle, hanno tenuto il cellulare spento oggi, per paura di ricevere messaggini sfiziosi come: “Tanti Auguri anche a te Sorella Befana”. Poi basta accedere a Facebook per essere atterrate da fantasiosi status maschili.
Donne, belle e brutte, giovani o in età avanzata, è arrivato….il 6 gennaio, festa dalla quale non si scappa, si affronta con dignità magari utilizzando la scopa non come mezzo di trasporto, ma come arma di destrezza.
E con l’Epifania, che ogni festa si porta via, si fa il bilancio dell’anno appena concluso e si mettono in cantiere i progetti per l’anno appena cominciato.
Carbone o Dolci? Nella calza portata dalla dolce vecchietta con la scopa, la gobba e il naso aquilino (che dire aquilino è un eufemismo) si fruga per scoprire i risultati raggiunti, l’esito di quanto ci si butta alle spalle, ma anche i presagi sul futuro.
Pronti ad affrontare con sorriso sulle labbra, unghie affilate e spirito goliardico i 365 giorni che ci attendono, sperando che la Befana l’anno venturo sia ancora più generosa.

Immancabile il video from YouTubeLand...